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Sicilia • Carricante — Etna Bianco 2024, Etna Barrus
Le mie tanto desiderate ferie estive quest’anno sono iniziate con un weekend enogastronomico sull’Etna con la mia amica Alfy, che vive a Catania.
Prima tappa: Etnella, da Davide — ve ne avevo già parlato nella bottiglia #008, quella sul Kaos. Degustazione, cena con altri vini in degustazione e poi ho dormito in una delle sue sistemazioni. Tutto bellissimo, ve lo consiglio: ho assaggiato vini rossi e bianchi, e la degustazione da sola vale il viaggio. Ma anche quel meraviglioso cubetto di melanzana arrostita con alici merita di essere ricordato.
Ma il vino di cui voglio parlarvi oggi l’ho bevuto il giorno dopo al Presa Bene Vino Bar — un’enoteca naturale nel borgo di Presa, frazione di Piedimonte Etneo. Ed è proprio lì, a Piedimonte Etneo, che ha sede la cantina che l’ha fatto: Etna Barrus.
È un Etna Bianco DOC, Carricante in purezza. La cantina è ai piedi del Monte Gorna, un cono vulcanico spento sul versante sud-est dell’Etna, loro coltivano poco più di due ettari in vigneti terrazzati a circa 600 metri di quota, con lo Ionio che si vede in lontananza. Terreno sabbioso, vulcanico, minerale. Il posto dove il vino nasce è a due passi da dove l’ho bevuto, e questo mi emoziona tutte le volte.
Il primo sorso è aria di mare. Sapida, dritta, con un'acidità che ti invoglia a berne ancora.
Poi arriva l’esplosione: fiori bianchi, e dietro l’agrume giallo, quello che ti pulisce la bocca. È Carricante in purezza, e si sente — persistente, elegante, non stanca mai fino all’ultimo.
Ne fanno circa 400 bottiglie. Sul sito ufficiale della cantina non c’è — loro elencano un altro bianco, un blend di uve autoctone diverso da questo. Bevuto anche quello, ma questo Etna Bianco è decisamente di un altro livello. Ho cercato, e di questa etichetta specifica non c’è traccia da nessuna parte online. Niente, da nessuna parte. Esiste solo lì, a Presa, in un bicchiere che ti versano un sabato sera d’agosto, in buona compagnia.
ETNA BIANCO ED ETNA BIANCO SUPERIORE
Non sono la stessa cosa, ça va sans dire.
Il primo richiede un minimo del 60% di Carricante, con Catarratto a completare fino al 40%, e può nascere ovunque nella zona Etna DOC.
Il secondo alza l'asticella all'80% minimo di Carricante — ma soprattutto può portare quel nome solo se le uve arrivano dal comune di Milo, sul versante est, l'unica zona a cui il disciplinare riserva questa menzione.
Il Barrus di oggi è in etichetta un Etna Bianco "semplice" — perché nasce a Piedimonte Etneo, non a Milo — ma è Carricante in purezza: sulla carta supera anche la soglia della Superiore, solo che geograficamente non può fregiarsene.






