Bottiglia #028 — Quando il Grignolino spariglia le carte
Primo Canato, Grignolino del Monferrato Casalese Riserva: la bottiglia che, in una cieca da Dives, ha mandato tutti dalla parte sbagliata.
Ciao, sono Valeria Piazza, sommelier AIS.
Io assaggio. Tu bevi meglio.
Una Bottiglia artigianale settimana.
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Piemonte • Monferrato Casalese • Primo Canato Grignolino del Monferrato Casalese Riserva — Canato
L’ho bevuto in una degustazione alla cieca da Dives, e ha mandato fuori strada quasi tutti, compresi quelli che di solito si muovono con una certa sicurezza.
La zona, più o meno, era venuta fuori: Piemonte.
Ma da lì in poi sono partite le chiamate sbagliate.
Nebbiolo, dicevamo in tanti.
Nebbiolo per il tannino, per l’austerità, per quel passo un po’ serio che nel bicchiere sembrava portare dritto da quella parte.
A un certo punto, la frase della serata era diventata:
“Se questo non è Nebbiolo, io torno a casa a piedi.”
Ecco, diciamo che quel giorno in tanti avrebbero dovuto camminare parecchio.
Perché no: non era Nebbiolo.
Era Grignolino.
Sì, Grignolino scambiato per Nebbiolo.
Ed è proprio qui che la faccenda diventa interessante, perché il Grignolino di solito lo trattiamo come un rosso laterale del Piemonte: fine, sottile, speziato, nervoso, magari anche molto buono, ma raramente gli concediamo la possibilità di mettere davvero in crisi una stanza piena di gente allenata.
Questo invece lo ha fatto.
Nel bicchiere aveva passo piemontese, tannino vivo, austerità, profondità e soprattutto una presenza che non sempre si associa al Grignolino. Non era il solito rosso esile giocato tutto su fragilità, spezia e slancio sottile: qui c’era più gravità, più tenuta.
E infatti il bello è proprio questo: quando scopri che non è Nebbiolo, non ridimensioni il vino. Ridimensioni il tuo pregiudizio.
Il Grignolino “Primo Canato” è la versione più ambiziosa di casa Canato. Costa intorno ai 40 euro: tanto, per un Grignolino. Inutile girarci intorno.
Che li valga o meno, qui non stai pagando “un Grignolino caro”. Stai pagando un’idea più ambiziosa di Grignolino: una bottiglia che prova ad alzare l’asticella della categoria.
E quel giorno, alla cieca, ha rimesso un po’ tutti al proprio posto.
LA COSA FIGA DA SAPERE
Il Grignolino è uno di quei vini che vivono all’ombra del racconto dominante del Piemonte.Nebbiolo, Barolo, Barbaresco si prendono quasi tutta la scena. E proprio per questo, quando un Grignolino esce dal suo recinto e manda in crisi il tavolo, l’effetto è ancora più forte.
TRADOTTO IN PAROLE UMANE
Non tutti i rossi piemontesi seri devono per forza essere Nebbiolo.
A volte è solo che hai davanti un Grignolino che ha deciso di non restare al suo posto.
IN UNA DEGUSTAZIONE ALLA CIECA, SBAGLIARE NON E’ IL PROBLEMA
Il problema è non chiedersi perché.
Se scambi un Grignolino per Nebbiolo, la cosa interessante è capire cosa ti ha portato lì: il tannino, l’austerità, quel passo piemontese un po’ severo.
È lì che la cieca serve davvero.
Non quando indovini tutto, ma quando un vino ti rimette in discussione.
Il trucco è questo: quando sbagli, non dimenticare subito l’errore.
Spesso è proprio l’errore a dirti qualcosa sul vino.
E qualche volta anche su di te.Questa è la Bottiglia #028. Se vuoi leggere le precedenti, clicca qui.







