[Bottiglia #023] — Clos Marey-Monge Monopole 2022: il Pinot Nero di Pommard che mi ha colpito di più
Un Pinot Nero di Pommard, un’annata 2022 ricca ma viva, e il promemoria utile su cosa aspettarti davvero da questo angolo di Borgogna
Ciao, sono Valeria Piazza, sommelier AIS.
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AOC Pommard - Pinot Noir - Clos Marey-Monge Monopole 2022 - Château de Pommard
Sono appena tornata dalla Borgogna.
Giornate belle, bottiglie serie, e una tappa da Château de Pommard che rischiava di essere solo “un tasting in un bel posto”. E invece no.
Lo château coltiva 20 ettari in biodinamica, con certificazione Demeter.
Lì ho assaggiato 6 Pinot Nero:
Vivant Micault 2022,
Clos Marey-Monge Monopole 2022, 2020, 2015
Chantrerie 2020
Grands Esprits 2020
Quello che mi è rimasto più impresso, però, è stato lui: Clos Marey-Monge Monopole 2022.
È il signature wine dello Château , nato su un mosaico di suoli dove tornano calcare, argilla e componente ferrosa.
E nel bicchiere, secondo me, si sente: non è un Pinot Nero lezioso, tutto carezza. Ha più presa, più terra sotto i piedi.
Nel bicchiere ci ho trovato ciliegia scura, piccoli frutti rossi compressi, una spezia fine, una nota di erbe secche e quella sensazione appena terrosa che non appesantisce, ma mette ordine.
Ha frutto, sì. Ma un frutto tenuto corto.
In bocca entra dritto. Ha una trama fitta, ma non pesante.
Ha passo.
Ha centro.
Ha quella tensione che ti fa tornare al calice prima ancora di aver finito di capirlo.
Ecco perché mi è piaciuto.
Perché sotto la pulizia c’è sostanza.
Sotto l’eleganza c’è attrito.
E sotto il nome “Pinot Nero”, qui, non c’è nessuna voglia di compiacere.
Anche il dettaglio produttivo va nella stessa direzione: per il Monopole 2022 lo château parla di 30% di grappolo intero, mentre il racconto dell’annata 2022 dice che è stato anche un anno di prove nuove in cantina, tra grappolo intero e anfora su parte delle cuvée. Io però qui l’anfora la terrei sullo sfondo: più esperimento di cantina che firma netta del Monopole.
Sul prezzo, non siamo nel territorio del “ne apro una a cena martedì”.
Prezzo da cantina: 156 euro a bottiglia.
Se vuoi approfondire meglio la certificazione Demeter, ne avevo parlato qui.
Se vuoi capire meglio perché il grappolo intero può cambiare così tanto un vino, leggi qui.
E se vuoi recuperare il tema anfora, lo trovi qui e qui:
2022 annata calda e abbondante in Borgogna
LA COSA FIGA DA SAPERE
Il 2022, a Château de Pommard, non è stato solo un anno generoso e caldo.È stato anche un anno di cambi: nuovo team in vigna, nuova mano in cantina, potatura più tardiva per limitare i rischi della gelata di metà aprile, uso del pied de cuve, prove su grappolo intero e anfora per alcune cuvée.
Il risultato, secondo lo château, sono vini ricchi, concentrati, maturi, ma ancora giocati su frutto rosso croccante, tannino robusto e finale vellutato.
TRADOTTO IN PAROLE UMANE
Era un’annata che poteva finire pesante.
Di quelle che ti danno subito tanto e poi ti lasciano poco.
Qui invece no.
Qui il caldo - comunque non estremo - ha dato volume, ma il vino resta in piedi.
È un’annata ricca ma non seduta, ha materia e spinta insieme.Se leggere fin qui ti è piaciuto, perché non condividi o inoltri la mail? Vale più di mille cuoricini
Qui il trucco è semplice: usare Pommard come scorciatoia quando leggi una carta vini.
Se cerchi un Pinot Nero lampone e leggerezza, che ti viene incontro con il sorriso, meglio guardare altrove.
Se invece vuoi più struttura, più grip, Pommard è una chiamata sensata.E se nel bicchiere ti trovi un Pinot più fermo, più fitto, più serio del previsto, non liquidarlo come chiuso o scontroso.
Potrebbe semplicemente essere Pommard che sta facendo Pommard.Questa è la Bottiglia #023. Se vuoi leggere le precedenti, clicca qui.







