[Bottiglia #020] — Etna Bianco sotto i 20€ preso al supermercato
Etna Bianco 2023 100% Carricante di Giovanni Rosso: gelsomino, agrumi, sale e aria. Perché non è “magro”, che calice usare e perché regge anche la pizza.
Ciao, sono Valeria Piazza, sommelier AIS.
Io assaggio. Tu bevi meglio. Una Bottiglia a settimana.
Sicilia, Etna Bianco 2023 — Giovanni Rosso
L’altra sera ero stanca.
Di quella stanchezza che non si cura con un “dai, ce la fai”.
Si cura con una pizza, un buon amico, e un vino che ti ricorda che oltre al lavoro c’è di più.
E Vicky che ti giudica, come al solito.
La TV accesa sulle cover cantate in diretta dall’Ariston.
Il divano che ti inghiotte.
Quella chiacchiera leggera che ti fa sentire al sicuro, come una copertina messa bene sulle spalle.
Ho aperto una bottiglia presa all’Esselunga, in offerta a meno di 20 euro.
Una sola aspettativa: staccare.
Appena ho tolto il tappo ho pensato: quanta allegria.
Nel bicchiere questo Etna Bianco era così:
- gelsomino, tanto, tantissimo — come la prima passeggiata di primavera accanto a una siepe
- poi agrumi a buccia gialla, quelli che puoi sentire grattando la scorza con l’unghia
- una nota erbacea sottile che non punge, rinfresca
- e infine quella firma dell’Etna: sale e aria. Come una folata fresca che ti attraversa la bocca e ti dice: ok, adesso respira.
E in mezzo, la pizza.
Abbinamento imperfetto, come deve essere.
Perché certe sere va bene così.
E, spoiler: basta.
Due parole sulla bottiglia
Qui dietro c’è una scelta precisa: Carricante da vigne esposte Nord / Nord-Est, a 730–750 metri.
Traduzione: luce più gentile, quota alta, freschezza naturale.
In cantina: pressatura soffice a grappolo intero, fermentazione in acciaio a bassa temperatura (15–20 giorni), poi 5 mesi sur lies con batonnage settimanale.
Traduzione: resta teso e pulito, ma prende spalla. Quella pienezza che lo fa reggere anche una pizza con le acciughe.
Io Giovanni Rosso lo associo alle Langhe da sempre.
Il loro Nebbiolo Ester Canale Rosso è uno dei motivi per cui sono qui a parlare di vino, a studiare, a voler capire sempre di più.
Per questo, quando ho visto il nome sull’Etna, mi è venuta curiosità.
Per me è un sì netto.
E quel prezzo lì è un rapporto qualità/prezzo serio.
Il fatto che si possa inciampare in una bottiglia così anche al supermercato sotto casa è solo un bonus.
ACCIAIO NON SIGNIFICA MAGRO
Questo Etna Bianco fa 5 mesi sur lies con batonnage settimanale.
Non è un vezzo tecnico: è il motivo per cui senti spalla senza sentire legno.TRADOTTO IN PAROLE UMANE
lo tieni “sui lieviti” e li rimescoli, il vino si prende un po’ di corpo, si arrotonda, resta teso ma non taglia.Due segnali per riconoscerlo al primo sorso:
- l’acidità c’è, ma non ti “morde”
- dopo il sorso resta una sensazione di pienezza asciutta, non di dolcezzaLA FRASE PER FARE BELLA FIGURA
“È un bianco d’acciaio, ma non è magro: ha spalla da sur lies.”Se ti piace quando traduco in parole umane, perché non condividi? Vale più di mille cuoricini
Per questo Etna Bianco il calice giusto fa la differenza.
Evita i calici piccoli tutti stretti: ti esce solo acidità + sale.
Usa invece un calice medio-grande, pancia ampia e bocca che si chiude un filo: quello che useresti per uno Chardonnay.
PERCHE’?
Questo vino ha profumo (gelsomino + agrumi) e tensione (sale + aria).
Se lo stringi, diventa solo “teso”.
Se gli dai aria, diventa allegro — come quando apri una finestra e improvvisamente l’aria si fa più buona.Questa è la Bottiglia #020. Se vuoi leggere le precedenti, clicca qui.







