[Bottiglia #018] — Aurélien Revillot: Bretêche, integrazione totale
Cabernet Franc di Bourgueil (Loira), viti del 1912 e micro-parcelle. Il “verde” quando è un pregio.
Ciao, sono Valeria Piazza, sommelier AIS.
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Loira, Bourgueil — Aurélien Revillot • Bretêche, 2021
Domenica sera: quattro Cabernet Franc di Revillot in fila. Stesso produttore, stessa mano. Ma quattro personalità diverse.
Quello che mi ha colpito di più è stato Bretêche.
Un vino che mi richiama la parola “integrazione”.
Integrazione, per me, è quando nessun pezzo del vino suona da solista: verde, frutto, tannino, succo, tutto nello stesso mix.
Senti ogni strumento, ma non ti buca mai l’orecchio.
Al naso ti arriva quella parte verde che, nel Cabernet Franc, può essere un’arma o un problema.
Qui è un’arma ben tenuta:
erba e vegetale fine (non peperone urlato)
foglia, sfumature balsamiche, un’idea di sottobosco
frutto scuro che tiene la scena senza fare il protagonista
un lato di pietra/terra chiara che dà direzione
In bocca: c’è succo.
Non solo freschezza: proprio sostanza. Un sorso pieno, con struttura che riempie il palato.
Il tannino è presente, non aggredisce. Sta dentro al vino, non davanti.
E quando deglutisci, non finisce: resta pulito, con una scia che ti richiama al bicchiere.
Aurelien Revillot fa una cosa poco “Loira” e molto “Borgogna”: ragiona per micro-parcelle.
La sua è una tenuta piccola, ma spezzettata: 4 ettari divisi in 20 appezzamenti minuscoli, coltivate seguendo pratiche biodinamiche.
E quando ha senso, li vinifica separatamente.
Bretêche è proprio questo: una selezione parcellare, da viti di Cabernet Franc piantate nel 1912.
Siamo in Bourgueil, zona di Cabernet Franc nella Valle della Loira.
Affinamento in botti e demi-muid per 12 mesi, poi oltre due anni in bottiglia.
Nel 2021 ne sono uscite 1.679 bottiglie.
Tradotto: non cerca “il Cabernet Franc di casa Revillot”.
Cerca la differenza tra una parcella e l’altra. E te la fa bere.
Ecco perché i suoi vini possono sembrare quasi “di mani diverse”, anche quando dietro c’è la stessa testa.
LA REGOLA DEI 3 VERDI
Il Cabernet Franc può essere “verde” in tre modi:
VERDE ACERBO: peperone crudo, spigolo, amaro. (Uva raccolta presto/maturità fenolica non a posto)
VERDE NOBILE: erba fine, foglia, grafite, balsamico. (Freschezza e terroir)
VERDE CUCINATO: vegetale “stufato”, un po’ pesante. (Troppo caldo/estrazione spinta)
PER I WINE NERD:
Molte note “verdi” nei Cabernet sono legate alle metossipirazine (soprattutto IBMP, associata al “bell pepper”); calano con la maturazione e sono più alte in grappoli ombreggiati, mentre maggiore esposizione alla luce ne riduce l’accumulo.
Conosci qualcuno che dice “sa di peperone” come insulto? Inoltragli questa Bottiglia. Gli fai un favore.
La prossima volta che bevi un rosso “di territorio”, chiedi questa cosa:
“È un blend di parcelle o è vinificato parcella per parcella?”
Se ti rispondono “parcella per parcella”, hai già capito metà del vino: stai bevendo una scelta di precisione.
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