[Bottiglia #010] — Valtellina ArPePe 2001 che non si siede (e il tannino che arriva dopo)
Un Sassella Vigna Regina 2001 bevuto alla cieca da Dives: vivo, teso, e con un tannino che non senti subito. Poi sì. E ti spiego perché.
Ciao, sono Valeria Piazza, sommelier AIS.
Io assaggio. Tu bevi meglio. Una Bottiglia a settimana.
Questa Bottiglia serve a: capire come un rosso che ha attraversato oltre quattro lustri può essere ancora “in piedi” (e leggere un tannino che arriva in ritardo).
Oggi è Natale.
Spero tu lo stia passando nel modo che vuoi: in famiglia, con amici, in viaggio, o in pace. L’importante è essere dove vuoi essere. Alla salute!
DOCG VALTELLINA SUPERIORE SASSELLA RISERVA • Vigna Regina 2001 — Ar.Pe.Pe.
Sabato sono tornata da Dives per una degustazione alla cieca.
I ragazzi di Dives sono quelli che non stanno mettendo su un enoteca: stanno costruendo una community. E infatti certe degustazioni (e certe bottiglie) escono solo quando intorno c’è l’atmosfera giusta.
Nel bicchiere è arrivato lui: ArPePe — Vigna Regina 2001.
Valtellina. Nebbiolo Chiavennasca.
Ventiquattro anni e un tono chiarissimo. Qui la mano è lunga: un rosso pensato per tenere nel tempo.
Cose che mi sono arrivate subito, a etichetta ancora coperta:
• profumo da armadio buono: rosa secca, tè nero, scorza d’arancia e cuoio
• aria fredda e pietra (non “minerale”: aria, come quando passeggi in montagna e ti tiri su il colletto)
• bocca con acidità lunga e tesa
• struttura presente, ma tannino che sembra più levigato, quasi sparito
Poi il colpo di scena: deglutisco e, dopo qualche secondo, arriva il grip.
Eccolo, il tannino.
In ritardo. Preciso. Fine.
Come se il vino dicesse:
“Prima ti faccio accomodare. Poi ti ricordo chi comanda.”
Non era un sorso da wow e via.
Era un sorso da ascolto.
Ho apprezzato ogni micro-sfaccettatura che usciva a turno: un dettaglio, poi un altro.
Senza mai perdere la linea.
Prezzo: qui non ha senso parlarne. È una bottiglia da collezione, quasi introvabile. Dal 2007 esce Nuova Regina. Il punto è che quando compare, certe occasioni si prendono al volo.
Perché il tannino può arrivare dopo
L’astringenza non è un sapore. È una sensazione fisica legata alla saliva.
TRADOTTO IN PAROLE UMANE
Puoi non “sentire” il tannino mentre bevi. Poi deglutisci, la bocca si asciuga e il grip compare.IN PRATICA
• attacco setoso → secchezza che sale dopo
• asciugatura “a ondate”, non di colpo
• presa fine sulle gengive, non amaroIl tannino a volte ti aspetta fuori.
Ed è ancora più frequente quando hai davanti tannini maturi e ben integrati: non graffiano subito. Si fanno sentire dopo, con calma.
Come trattare un rosso evoluto
MICRO-GESTI, NON MANOVRE.
METODO PRATICO
1. versa poco e aspetta 5 minuti
2. servilo leggermente fresco, non caldo
3. se vuoi aria, dagliela a poco a poco nel calice (non ore di decanter)Su questi vini l’ossigeno è un interruttore: o accende o spegne. Meglio andarci piano.








