[Bottiglia #008] — Tre vendemmie per un Etna Rosso naturale (e il trucco per far apprezzare di più la bottiglia che regali a Natale)
Un Etna Nord naturale da vigne settantenni, tre vendemmie e affinamento in castagno. Il sorso è vulcanico, il trucco di Natale ancora di più.
Ciao, sono Valeria Piazza. Sommelier AIS e la tua amica del vino.
Ogni settimana un vino scelto e messo alla prova. Con storie vere, consigli pratici e trucchi da sommelier.
Se ami il vino, sei nel posto giusto.
Illustrazione di @ioche.illustration, la mia amica che disegna la sua vita quotidiana. Seguitela su Instagram, merita.
TERRE SICILIANE IGT• Kaos Rosso 2021 — ETNELLA
Bar Sandøy, Porta Venezia. La sorellina minore di Røst che abita al civico accanto.
Serata infrasettimanale, conviviale, disordinata quanto basta:
discorsi che si aprono e si richiudono, piattini che evaporano, bottiglie che corrono più di noi.
Poi arriva un’altra bottiglia — una magnum dal nome che non ha bisogno di spiegazioni: Kaos, produttore Etnella.
La prima cosa che mi ha detto?
“Seguimi.”
Nel bicchiere parte educato. Gli dai aria e cambia passo:
prima cenere fredda, poi una compilation di frutti rossi,
poi quella violetta che entra in scena quando decide lei.
La parte terrosa — tipica del vulcano — ha il passo di chi conosce la strada.
Il Kaos 2021 è Nerello Mascalese in purezza.
Arriva da vigne settantenni che hanno imparato a parlare poco ma bene.
Settant’anni di vento e pietra, a 750 metri di altitudine.
È un vino naturale nel senso più genuino del termine:
niente correzioni, niente filtri.
Il vino si fa da sé, l’uomo accompagna.
Il sorso scorre ma non scivola.
Trattiene, riprende, rallenta, riparte.
Tre raccolte — acida, matura, surmatura.
Fermentate da sole, ognuna con il proprio carattere.
Poi rimesse insieme come farebbe un DJ con la mano ferma sul fading.
Dopo la fermentazione spontanea, 11 mesi in castagno.
Il legno dell’Etna, non una scelta di stile.
Il castagno vecchio non ammicca, non addolcisce.
Tiene il vino sveglio.
E mentre lo bevevo, a Milano, in mezzo al traffico dei pensieri, mi ha riportata sull’Etna.
Al vento che pulisce tutto — anche le idee.
Kaos, quella sera, ha fatto quello che un vino dell’Etna deve fare:
non prendersi la scena.
Chiuderla.
Ed è per questo che l’ho sentito mio.
Perché il castagno parla la lingua dell’Etna
LA COSA FIGA DA SAPERE
Sull’Etna il vino non si affina quasi mai in rovere.
Si affina in castagno.
Non per moda, ma perché è l’albero che cresce lì, da sempre.
E il castagno non liscia: spinge, allunga, lascia il vino più vivo.TRADOTTO IN PAROLE UMANE
Il castagno non dà vaniglia né dolcezze, non smussa gli angoli.
Dà energia.
Lascia il Nerello Mascalese più vivo, più nervoso, più Etna.COME STUPIRE GLI AMICI
Quando assaggiate un Etna Rosso, chiedete se l’affinamento è in castagno o rovere.
Se è castagno, sappiate che state bevendo la versione più autentica e contadina del vulcano.
A Natale il vino lo regalano tutti. Il modo per goderlo, pochi.
IL SEGRETO CHE NESSUNO VI DICE
I vini regalati a Natale?
Di solito non si bevono. Si parcheggiano.
“Lo apro quando arriva l’occasione giusta.”
Che, spoiler, non arriva mai.Basta però una micro-istruzione di servizio
e la bottiglia smette di essere “un pensiero”.
Diventa qualcosa di più.IL GESTO DA INSIDER
Scrivere un biglietto di una sola riga. Una.
Tipo:
– Aprilo 30 minuti prima, farà tutta la differenza.
– Bevilo non troppo freddo, fidati.
– Questo regge i piatti importanti. Non trattarlo da vino da aperitivo.Una riga scritta mano è la distanza tra un vino incartato e un vino pensato.








