[Bottiglia #002] — Quando il Cabernet si mette la bandana (e scopri perché in anfora cambia tutto)
Un Cabernet Sauvignon naturale vinificato in anfora che parla piano, ma lascia il segno. Dalla fiera Urban Harvest di Milano, una scoperta che non ha bisogno del legno per farsi notare.
Ciao, sono Valeria Piazza. Sommelier AIS e la tua amica del vino.
Ogni settimana un vino scelto e messo alla prova. Con storie vere, consigli pratici e trucchi da sommelier.
Se ami il vino, sei nel posto giusto.
Illustrazione di @ioche.illustration, la mia amica che disegna la sua vita quotidiana. Seguitela su Instagram, merita.
Bergamasca IGP • Pirata 2023 — Terrazze del Canto
Milano, zona Certosa, domenica pomeriggio.
Prima edizione milanese della fiera Urban Harvest, organizzata da Natural Wine Oltrepò, un evento dedicato al vino naturale a Milano.
Io e tre amiche, tutte con il radar acceso per i vini naturali.
Naso nei calici, taccuini mentali aperti.
Tra i banchi, una conoscenza che volevo approfondire: Terrazze del Canto, micro-cantina bergamasca scoperta tempo fa dai ragazzi di Dives, dove avevo assaggiato un Moscato interessante.
Mi aveva lasciato una bella impressione. Sono andata dritta da loro. E ho fatto bene.
Li assaggio tutti:
Anfitea — Moscato macerato in anfora, una conferma.
Piratello — Cabernet in annata complicata, più leggero ma non banale.
Poeta — blend folle: Incrocio Terzi, Marzemino, Franconia, Rebo, Schiava… una jam session da vignaioli.
Poi arriva lui: Pirata, un Cabernet Sauvignon in purezza, fermentato spontaneamente e vinificato in anfore di terracotta.
Produzione limitata: solo 1.620 bottiglie per l’annata 2023.
Annuisco. Sorrido. Lo compro.
E le mie amiche con me.
Colore rubino fitto.
Naso sottile e stratificato: mirto, grafite, resina, erbe mediterranee.
Tannini vibranti ma levigati. Finale lungo, salato.
Pirata viene dal greco antico peiratés: colui che tenta, che prova.
E questo è: un Cabernet che lascia la rotta battuta per trovarne una sua.
Le uve provengono da un unico vigneto del 1985, a 392 metri, disposto ad anfiteatro su terrazze monofila calcareo-sabbiose.
Macerazione di tre mesi in anfora di terracotta, poi nove mesi in vecchie barrique.
Fermentazione spontanea. Nessun intervento correttivo.
Una scelta radicale, che richiede ascolto, attesa, attenzione.
Prezzo 20€, anche questi spesi più che bene.
Perché un Cabernet in anfora cambia tutto?
L’anfora non è più solo per bianchi georgiani e orange wine da meditazione.
Sempre più produttori la scelgono anche per i vini rossi naturali, soprattutto per vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon.TRADOTTO IN PAROLE UMANE
Meno barrique, più verità.Senza il trucco del legno nuovo, il Cabernet cambia voce:
niente vaniglia esagerata, niente tostature, niente volume artificiale.In anfora, il frutto viene fuori con precisione chirurgica.
Qui il Cabernet non si mette il dopobarba.
Si fa la doccia fredda.
Resta nudo. E se regge, è perché ha davvero qualcosa da dire.
Il test della salivazione: capisci subito se il vino è equilibrato.
Hai mai pensato che il tuo corpo sappia più del tuo palato?
ECCO IL TRUCCO:
Bevi un sorso e nota quanta saliva produci:
A) Troppa? Vino troppo acido.
B) Bocca secca? Manca acidità.
C) Salivazione piacevole + voglia di un altro sorso? Buon Equilibrio!PERCHE’ FUNZIONA ALLA GRANDE
L’acidità stimola le ghiandole salivari. Un buon vino ti fa venire voglia di continuare a berlo.TEST PRATICO:
Confronta un Sancerre (vino con alta acidità) con uno Chardonnay burroso californiano. Lo capirai al primo sorso.








